In una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, Conte, UCA vuole ricordare alcune attività che potrebbero permettere al nostro settore di crescere.

Fra queste la possibilità di avere strutture adatte alla fruizione dei propri camper. Questi veicoli, adeguatamente progettati, costruiti e immatricolati per “uso abitativo”, rappresentano uno dei settori che in questo periodo di ripresa è cresciuto grazie alla consapevolezza che tali mezzi garantiscono vacanze sicure, a rischio Covid fra i più bassi di tutti i settori del turismo.

A questa crescita esponenziale, però, non è seguita una politica di investimenti per la realizzazione di aree che garantiscano di vivere una vacanza come a casa. Ad esempio, le imbarcazioni hanno possibilità di utilizzo “abitativo” diverse. Possono entrare in porto, oppure, possono buttare le ancore a 300 m. dalla costa e pernottare in libertà.

Allo stesso modo i veicoli ricreazionali dovrebbero poter scegliere di entrare in un campeggio (o area di sosta), oppure poter sostare nelle aree libere, nel rispetto delle regole vigenti. Invece non ci sono aree sufficienti per poter garantire la sosta libera. Aree che non necessitano di lavori strutturali, ma soltanto di semplici servizi. Il presidente di Uca, che ha firmato la lettera, si è permesso di suggerire di inserire fra gli interventi la realizzazione di tali aree e la federazione si è resa disponibile per le analisi di realizzazione, regolamentazione della libera circolazione e sosta degli autocaravan sull’intero territorio nazionale.