Anche quest’anno si prevede una Pasqua all’insegna del turismo in libertà, complici i segnali di netta ripresa che hanno interessato il settore nel 2017 e un inizio di 2018 ancora in positivo.,,

Le stime di APC – Associazione Produttori Caravan e Camper  – prevedono che saranno infatti circa 400.000 gli italiani e 200.000 gli stranieri che quest’anno sceglieranno questa tipologia di viaggio per le vacanze pasquali e per i ponti del 25 aprile e 1° maggio, puntando come sempre sui borghi italiani più preziosi ma anche su quelle località del Belpaese che nascondono al loro interno, oltre a grandi bellezze artistico-culturali e a innumerevoli specialità eno-gastronomiche, anche la ricchezza del patrimonio artigianale italiano legato al saper fare del nostro Paese, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Ecco quindi, secondo APC, la top ten dei migliori itinerari per i prossimi ponti:

Fabriano (Ancona): il comune marchigiano è stato insignito come Città Creativa dall’Unesco nella sezione Artigianato, Arti e Tradizioni Popolari. Assolutamente da vedere il Museo della Carta e della Filigrana che rimanda alla grande tradizione delle cartiere locali.

Napoli: non poteva mancare la pizza, la cui arte è diventata Patrimonio Unesco proprio lo scorso dicembre, esattamente identificata come “l’arte dei pizzaioli napoletani”. E quale migliore occasione per scoprirne tutti i segreti se non durante il prossimo ponte pasquale?

Carrara (Massa-Carrara): anche la capitale italiana del marmo è entrata a far parte del circuito Unesco delle Città Creative per l’artigianato, grazie alla lavorazione del marmo che parte dalle famose cave alle officine dei marmisti.

Cremona: la città del violino è pronta ad accogliere i turisti in libertà per far loro respirare le atmosfere storiche legate a maestri come Stradivari, Bergonzi, Amati, che hanno portato la liuteria cremonese a diventare Patrimonio Unesco.

Laguna di Venezia: Patrimonio Unesco dal 1987, oltre che per le bellezze della città e dei suoi canali, la zona è famosa anche per i maestri vetrai di Murano e Burano, noti in tutto il mondo per quest’arte antichissima che ancor oggi conserva il suo fascino e la sua tradizione.

Alberobello (Bari): è famosissima per i tipici trulli, Patrimonio Unesco dal 1996, all’interno dei quali si svolgevano le attività degli artigiani che oggi ritrovano vita nel Museo dell’Artigianato di Alberobello, situato proprio all’interno di un trullo.

Palermo: il capoluogo siciliano e Capitale della Cultura 2018 (alla quale dedicheremo un articolo sul prossimo numero di giugno).
Langhe (Piemonte): i paesaggi vitivinicoli piemontesi, nel Roero e nel Monferrato, sono Patrimonio dell’Umanità dal 2014 e, oltre alle prelibatezze enogastronomiche, hanno innata una vocazione millenaria per l’artigianato, tanto che anche Alba è diventata città creativa Unesco.
Barumini (Sud Sardegna): il comune sardo è famoso per il complesso nuragico “Su Nuraxi”, Patrimonio Unesco dal 1997. La zona attira non solo dal punto di vista storico ma anche per la ricchezza artigianale legata al tessile e all’arte orafa.
Porto Venere e le Cinque Terre (Liguria): una delle zone più ammirate dagli stranieri che vengono in Italia, Patrimonio dell’Umanità dal 1997, con paesaggi e mare da favola nonché un’antica tradizione nella costruzione di imbarcazioni.