È arrivato l’appuntamento con l’obbligo di montare le gomme invernali o di avere le catene da neve a bordo.

In Italia, il periodo durante il quale l’articolo 6 del C.d.S. introdotto dalla legge 120 del 2010 è quello compreso tra il 15 novembre e il 15 aprile (salvo diverse indicazioni locali), con limite al 15 maggio per montare gli pneumatici estivi.

Qualora le coperture installate durante l’inverno presentino un indice di velocità uguale o superiore a quello riportato sulla carta di circolazione, non vi è alcun obbligo di sostituirli con quelli estivi, anche se è consigliato.

Gli pneumatici invernali sono riconoscibili per la presenza sul fianco della scritta M+S (mud e snow) che potrebbe essere sostituita con le sigle MS, M/S, M-S, M&S, tutte in regola con la normativa vigente. Qualsiasi altra indicazione non le rende idonee.

La presenza, invece, del simbolo di una montagna a tre cime con all’interno un fiocco di neve (3PMS), sempre accanto alle diciture sopraccitate, è indicativa del fatto che lo pneumatico ha superato test specifici soprattutto riguardo trazione e frenata, ed è particolarmente indicato per la guida sulla neve.

Non essere in regola può costare caro: 30 giorni dopo l’entrata in vigore dell’obbligo è punibile con una sanzione pecuniaria; più pesanti quelle comminate a chi monta gomme invernali con codice di velocità inferiore a quello indicato dal libretto del veicolo, scaduto il periodo obbligatorio; può scattare anche il ritiro della carta di circolazione.

Esistono anche le gomme chiodate, il cui utilizzo è ammesso ma solo in zone di alta montagna, in determinati periodi e con differenti limiti di velocità.

Ma quali i vantaggi delle gomme invernali? Sicuramente le performance su fondi innevati o in presenza di ghiaccio, ma anche su asfalto asciutto e bagnato sotto i 7 gradi, limite sotto il quale risultano più affidabili anche degli pneumatici quattro stagioni.

Il segreto è la mescola speciale con elevata presenza di silice che permette alle coperture di scaldarsi rapidamente anche a basse temperature. Inoltre, speciali lamelle si flettono toccandosi tra loro durante il rotolamento, movimento che provoca attrito e quindi calore.