Il tratto mantovano della Via Carolingia
Un itinerario percorso da Carlo Magno nel 800. Un tragitto che partiva da Aquisgrana fino a Roma. Dal 2006 il Ministero per i Beni Culturali e l’Associazione Mantova Carolingia hanno avviato un progetto per valorizzare questo itinerario che prende il nome di Via Carolingia e promuove cultura, turismo, religione e paesaggio.
Il tratto mantovano della Via Carolingia è diviso in 8 tappe; rispetto al progetto originario valorizza beni culturali minori e aree naturali, privilegiando vie secondarie per camminatori e ciclisti, così da favorire un’esperienza di viaggio lenta e immersiva.
Ripercorrere la Via Carolingia è anche un modo per viaggiare nel tempo, tra sentieri che cercano di ricostruire antiche vie ormai scomparse. L’essenza del paesaggio naturale resta il legame più autentico con l’epoca carolingia, al di là dei cambiamenti urbanistici. Sul sito https://www.visitcarolingia.it/ ogni tappa è descritta minuziosamente e riporta tutto ciò che può attirare il visitatore e vale la pena di vedere. Non manca un elenco dei luoghi culturalmente importanti di ogni località, ma anche accenni al paesaggio naturale, che si prospetta in ogni percorso e alla vegetazione nonché alla fauna che si incontrano. On tutti i turisti prediligono vedere le medesime bellezze, e soprattutto i cicloturisti hanno la facoltà di avventurarsi in tragitti talvolta differenti. Ecco che quindi sono riportate anche queste varianti, che accontentano tutti.
La prima tappa parte da Piazza della Repubblica a Castiglione delle Stiviere e raggiunge Pieve di Santa Maria a Cavirana. Il secondo percorso connette la Pieve romanica di Santa Maria al Ponte della Gloria sul Mincio, presso il Parco di Goito. Si tratta di un itinerario anche fluviale, che costeggia il Mincio.
Da Goito, e più precisamente dal Monumento ai Granatieri di Sardegna fino alle porte della città di Mantova: questo il terzo percorso, anch’esso segnato dalla presenza delle acque del Mincio. E poi Mantova, che accoglie il viandante con una bellezza colta, i palazzi, i chiostri, le cupole che sfiorano il cielo, i giardini nascosti.

La quarta tappa parte dall’inizio del lago Superiore di Governolo al Museo Diffuso del Fiume a Governolo: ancora un viaggio fluviale, storico e poetico. L’Abbazia del Polirone di San Benedetto Po è la meta della quinta tappa, una delle più suggestive e dense di spiritualità di tutta la Via Carolingia. Lasciata la maestosa Abbazia di San Benedetto in Polirone, il pellegrino riprende il cammino. Questa tappa attraversa paesaggi fluviali e campestri fino a raggiungere il Palazzo Ducale affacciato sul Po a Revere.

Il settimo percorso conduce dalla residenza gonzaghesca alla riva del Po, tra tartufi e gruccioni a Sermide. Il territorio tra Revere e Sermide è punteggiato da zone umide, lanche e boschi ripariali. Questi habitat, oltre a essere rifugio per molte specie animali, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione del microclima e nella protezione del suolo dall’erosione. Ultima tappa del tratto mantovano della Via Carolingia porta a Quatrelle, luogo dove il Po diventa confine e memoria, e il cammino trova il suo compimento.

Con l’arrivo alla Rocca di Stellata si conclude la Via Carolingia mantovana. Un cammino che non è solo percorso fisico, ma esperienza interiore. Ogni tappa è un incontro: con la storia, la natura, le persone. Dal Mincio al Po, dal cuore della Lombardia alle soglie dell’Emilia, il viandante ha attraversato terre ricche e generose, dove l’acqua è madre, via, confine.. Ogni passo ha costruito un ponte tra passato e presente, tra fede e curiosità, tra il desiderio di partire e la gioia di arrivare.
Il viaggio in terra mantovana è compiuto. Ma ogni cammino, quando termina, è solo l’inizio di un nuovo sguardo sul mondo.




