Il profilo del moderno camperista
Il settore del caravanning si conferma una delle realtà più vitali dell’economia del viaggio: 8,5 miliardi di euro di giro d’affari in Italia, 20 milioni di vacanzieri coinvolti in Europa nel 2025. In questo contesto si inserisce il Salone del Camper – Caravan Accessori Percorsi e Mete, in programma a Parma dal 12 al 20 settembre, in collaborazione con APC – Associazione Produttori Caravan e Camper. Punto di incontro tra produttori, viaggiatori e territori, la manifestazione è il riferimento del settore in Italia, e secondo a livello europeo: un luogo in cui leggere tendenze, ascoltare i protagonisti e anticipare le direzioni di un settore in evoluzione. Con questo obiettivo è nato ad aprile il sondaggio “Il tuo stile di viaggio. I partecipanti arrivano da ogni regione italiana, con una distribuzione che tocca tanto le grandi aree metropolitane quanto le province minori.
Il primo dato che rompe lo stereotipo riguarda il senso del viaggio. Il 75% degli intervistati cerca paesaggi autentici, il 69% la libertà di esplorare. E mentre il mare resta la meta più amata (52%), i piccoli borghi (35%) e la montagna (35%) si contendono il secondo posto, staccando nettamente le città d’arte (17%).
Due camperisti su tre restano entro i confini nazionali. Il 66% degli intervistati trascorre le vacanze in Italia, trasformando il veicolo ricreazionale in un vero e proprio moltiplicatore dell’economia dei luoghi minori. Lo confermano i criteri con cui sceglie le proprie tappe: il 54% cerca cibo e prodotti a chilometro zero e il 46,5% premia le strutture che sostengono produttori e artigianato del territorio. Il turista itinerante, di fatto, ridistribuisce valore nei borghi e nelle aree interne, fuori dai circuiti dell’overtourism. C’è però una dimensione che va oltre il dato economico. Il camperista rappresenta una figura di turista che entra in relazione con il territorio in modo diverso rispetto al visitatore di giornata: si ferma più a lungo, mangia dove mangiano i residenti, frequenta il mercato del paese, scopre prodotti e mestieri che altrimenti resterebbero fuori dai radar del turismo tradizionale. È un turismo a bassa intensità e alto impatto culturale. il viaggiatore open-air alleggerisce le mete sature e porta presenza, vita e attenzione dove serve di più.
In merito alla composizione dei gruppi di viaggio il 66% parte in coppia, segnalando come il camper non sia più da collegare solo alla vacanza con figli piccoli ma diventa il mezzo privilegiato di coppie giovani o adulte. Accanto a questo emerge con forza quello del pet-travel: il 25,7% viaggia stabilmente con il proprio cane, una percentuale più che doppia rispetto a chi viaggia con gli amici. Un segmento ormai strutturale, che trova nel veicolo ricreazionale la risposta più libera dalle limitazioni di hotel, treni e aerei.
Dietro questi numeri si legge un cambiamento culturale profondo. Coppie senza figli o con i ragazzi ormai autonomi, professionisti dello smart working, pensionati attivi in cerca di nuove esperienze: tutti trovano nel camper uno spazio di libertà condiviso, intimo e flessibile. È un mezzo che si adatta ai ritmi della vita adulta – la spontaneità del fine settimana lungo, la voglia di un viaggio rallentato, la possibilità di partire senza prenotazioni – e che risponde a un’esigenza di autenticità relazionale, non solo paesaggistica.
Il 91% degli intervistati possiede un veicolo ricreazionale come mezzo principale di viaggio, e oltre l’80% sceglie regolarmente le aree sosta camper. Numeri che confermano come il turismo open-air non sia una moda stagionale, ma una scelta identitaria e duratura, con un pubblico fedele e in espansione verso nuove fasce demografiche.
Essere camperista, oggi, significa appartenere a una cultura condivisa fatta di linguaggi, competenze, pratiche e solidarietà reciproca: dalle informazioni scambiate nelle aree sosta ai consigli sugli itinerari meno noti fino alle reti di mutuo soccorso che si attivano tra viaggiatori. È un mondo che non si esaurisce nel momento del viaggio ma continua a vivere tutto l’anno, attraverso eventi, raduni, pubblicazioni specializzate e canali digitali.




