Fino al 3 novembre, a Barolo, nell’Aula Picta in Piazza Falletti, si potrà visitare la mostra Gauguin e il Diario di Noa Noa.

L’esposizione, curata da Vincenzo Sanfo, è incentrata sulle 21 xilografie pensate e realizzate dall’artista appositamente per illustrare questo suo primo diario polinesiano e stampate dal suo amico Daniel de Monfreid. Il mondo selvaggio e primitivo che colpì profondamente Gauguin e la sua arte è racchiuso nelle opere esposte.

Accanto alle xilografie, inoltre, sono visibili anche due opere scultoree: la prima è una terracotta chiamata “Hina et Tifatou”, la seconda è il bronzo “Tii à la coquille”.

Ad arricchire l’esposizione anche il disegno, rocambolescamente salvato dal rogo degli averi dell’artista, “Studio di braccia” e una ventina di litografie stampate nel 1914 per illustrare “Avant et Après”, il libro confessione, scritto da Gauguin e terminato nel 1903, pochi giorni prima della sua morte.

La mostra è inoltre completata da documenti, fotografie e libri tra i quali spicca la prima edizione di Noa Noa pubblicato su “La Revue Blanche” nel 1897.