L’Italia è tra le mete preferite dai viaggiatori stranieri soprattutto per i monumenti, la varietà del territorio, l’enogastronomia ma soprattutto per l’enorme patrimonio artistico.

Anche i turisti in libertà scelgono il nostro Paese per sostare in villaggi e campeggi e, negli ultimi cinque anni, le presenze sono cresciute del 14,9% per un totale di circa 4,5 milioni in più.

Questi numeri confermano la salute e l’alto potenziale di sviluppo di questo settore.

La Presidente di Assocamping, Monica Saielli, proprio in merito al potenziale di sviluppo, ha sottolineato l’importanza di una maggiore attenzione da parte dei legislatori.

Soprattutto riguardo a una revisione del meccanismo della Tari, il cui calcolo attuale porta ai proprietari delle strutture notevoli difficoltà mettendo a rischio i bilanci.

Continua affermando che serve più certezza normativa su soste e parcheggi, così come una revisione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

L’assemblea è stata anche l’occasione per fare il punto riguardo allo stato di salute del settore, con un approfondimento curato dall’Ufficio Economico Confesercenti su base di dati Istat, Banca d’Italia e JFC.

Dall’indagine emerge un mercato in crescita, con un giro d’affari di 1,6 miliardi di euro, 19mila occupati, oltre 2.600 imprese turistico ricettive e una capacità di 1,3 milioni di posti letto.

Tra gli stranieri, che rappresentano il vero traino di questo trend positivo, il maggior numero di arrivi proviene da Germania (30%), Francia (7,6%), Paesi Bassi (7,3%), Regno Unito (5%) e Austria (4,4%).

Ma la crescita più importante riguarda i clienti provenienti dai Paesi Baltici, dalla Bulgaria, Turchia e Portogallo.

Nell’arco di 5 anni hanno visto più che raddoppiare i loro arrivi in Italia.

I turisti italiani che fanno registrare il maggior numero di arrivi e presenze nel comparto extra-alberghiero sono invece i residenti in Lombardia (21,4%), Veneto (11,7%), Piemonte (9,3%), Emilia-Romagna e Lazio.